giovedì 17 aprile 2014

Come inamidare un centrino.

Dopo aver eseguito il centrino seguendo le indicazioni degli schemi presenti in riviste specializzate come quelle della collana Prestigio-bomboniere che personalmente prediligo, ho preparato la soluzione che serve per inamidare il lavoro. Solitamente uso lo zucchero o la colla vinilica, ma stavolta ho voluto provare con l'amido di mais. Ammetto che il risultato è decisamente più naturale. Il centrino non perde di lucentezza come con lo zucchero e volendolo lavare in futuro si può fare, diversamente dai centrini inamidati con colla vinilica.






In una pentola ho versato un cucchiaio di amido di mais (maizena) e un bicchiere da caffè d'acqua. 


Ho fatto cuocere finchè la soluzione non si è trasformata in una colla trasparente. Ho spento il fuoco e ho lasciato raffreddare.



Nel frattempo ho bagnato con acqua i centrini strizzandoli per bene. Il centrino umido assorbe meglio la colla rispetto al centrino asciutto.


Ho poi spalmato la colla nel centrino accartocciandolo e stropicciandolo in modo che assorbisse bene l'amido. 

Ho posizionato il centrino sopra delle sagome rivestite di pellicola per alimenti: ciotole di vetro, candela cilindrica,... 


Ho lasciato asciugare due giorni e poi ho staccato i centrini. Li ho quindi decorati con nastrini, fiocchi e fiorellini.



mercoledì 16 aprile 2014

I due ricci orfanelli...estate 2012

Estate 2012. Ho un orribile ricordo legato a quell'estate, ma voglio scrivere di una bellissima storia d'amore tra me e un riccio...anzi all'inizio erano due. Ma andiamo per ordine. Vidi un piccolo riccio sgambettare in giardino e decisi di metterlo al riparo da una rampa di scale potenzialmente pericolosa.
Il riccio liberato in una zona del giardino più protetta se ne andò libero per la sua strada. Giorni dopo, sentivo i vicini della casa di dietro parlare di ricci. Come non sentirli del resto! Ogni estate che si trasferiscono da me si interrompe la pace, il silenzio, l'idillio. Decisi di intromettermi per chiedere informazioni e il vicino mi fece vedere due piccoli ricci che aveva trovato tra i cespugli incolti del loro giardino vicini alla loro mamma morta. Ricordai in effetti di aver visto tempo prima un porcospino davvero grande che si aggirava per il giardino di mia zia. Mi proposi di tenerli io e di contattare la forestale. Così feci. Essendo abbastanza appassionata di animali selvatici, il mio amico della forestale mi propose di tenerli provvisoriamente io e di svezzarli. Non appena svezzati glieli avrei dati in consegna per la loro liberazione in luogo consono. Così mi attrezzai di tutto. Il mio amico del negozio di animali mi fornì una gabbietta per criceti con tanto di abbeveratoio, "in prova". Il suo modo per aiutarmi senza farmi spendere soldi! Presi latte privo di lattosio, omogeneizzati di frutta e di carne e mi misi all'opera. Però mi vennero paranoie circa la presenza di zecche... Allora, su consiglio del mio amico forestale, spruzzai del frontline su un batuffolo di cotone (in un luogo ben lontano dai due piccoli ricci!!) e dopo aver fatto evaporare l'antiparassitario, certa che non colassero gocce, ma che fosse quasi completamente asciutto, lo passai sugli aghi dei due ricci, molto superficialmente. Occorre fare molta attenzione perchè è velenosissimo per i ricci soprattutto se inalato. Agisce sul sistema nervoso e muoiono. Basta appena uno sfioramente sugli aghi perchè sia efficace, quindi non è necessario insistere col batuffolo e men che mai spruzzare direttamente sul riccio il frontline!!! Ne provocherebbe immediatamente la morte. Nelle ore successive mi vennero mille paranoie pensando di aver provocato danni neurologici, poichè li vedevo d'improvviso tremare, ma di fatto un leggero tremolio era normale. Cadde una quantità incredibile di minuscole zecche moribonde. Pulita la gabbietta con prodotti disinfettanti che poi risciacquavo bene e asciugavo per non lasciare nell'aria residui tossici, misi i due ricci all'interno con acqua a disposizione e una copertura di rametti di mirto, sotto la quale si rintanarono.

Li allattavo con un biberon di latte e poi con una pipetta di quelle che si usano in laboratorio mettendovi all'interno dell'omogeneizzato di frutta e carne finchè il piccino che sopravvisse non riuscì ad addentare pezzetti di pera e di mela. L'altro fratellino (o sorellina?) lo seppellii vicino ad uno dei rubinetti del giardino.
 Il piccolo riccio intanto cresceva e mangiava voracemente. Ormai bastava comparirgli davanti perchè si agitasse arrampicandosi sulla gabbia per essere preso in mano e "allattato" col suo biberon. Che tenerezza.
Certo era faticoso allattarlo ogni 4 ore, ma quando ci si innamora di un altro essere vivente niente pesa.
Quando fu sufficientemente autonomo, come da accordi lo consegnai alla forestale che lo liberò i un camop di peri dove erano presenti altri ricci.
Inutile dire che ne sentii moltissimo la mancanza...Forse l'avrei potuto tenere nel mio giardino...ma riflettendoci bene non sarebbe stata una soluzione ottimale tra tosaerba e pericolo di uscita dal cancello. Insomma, era giusto per lui essere liberato in un luogo sicuro e con i suoi amici ricci.

Capita ancora che qualche riccio passi per il mio giardino e così lascio pezzi di mela qui e là per accoglierli al meglio. Siate sempre i benvenuti cari ricci!


martedì 14 maggio 2013

Signori e signore...ecco a voi le rose!

Iniziamo con la rosa Cocktail che ho fatto arrivare dal sito Meilland un annetto fa. Eccola qua!
E' una rosa rampicante bicolore, rosso molto vivace e giallina al centro con una sfumatura che passa per il bianco. Ha 5 petali e nonostante sia piccola (ha solo un annetto) ha sviluppato un'abbondante fioritura che risulta molto persistente! La danno come profumata di un odore speziato, ma a me non sembra proprio. Devo dire che è molto resistente alle malattie e anche al maestrale che soffia molto forte. A scanso di equivoci comunque ho infossato una pastiglietta di medicina contro gli afidi.
Si trova alla base destra di un arco in ferro costruito ad hoc da un mio amico ingegnosissimo...Vi starete tutti domandando per certo che cosa ci sarà alla base sinistra di questo arco! E certo...devo farla incrociare con un'altra rosa. E infatti!



Eccola qua! Una rosa botanica che al termine della fioritura produce delle bacche arancioni altrettanto scenografiche. Le roselline sono rosa delicato che sfuma al centro nel bianco. Hanno una fioritura abbondante ma di breve durata. Le roselline tendono a chiudersi al crepuscolo prendendo la forma di un bocciolo. Anche queste hanno cinque petali e non hanno un granchè profumo. Questa rosellina ha molti anni ma ha subito brutali mutilazioni da parte di mani rozze che pensavano che così sarebbe cresciuta meglio, finchè non ho deciso di spostarla e metterla dove sta attualmente e dove ha potuto svilupparsi liberamente e in modo intenso senza più minacce alla sua vita. Ha raggiunto la metà superiore dell'arco e aspetta di congiungersi con la Cocktail, magari l'anno prossimo...